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Messaggio del Direttore

Nella sua attuale fisionomia, il Dipartimento di Beni Culturali è stato costituito nel febbraio 2012. I settori scientifico-disciplinari che, sulla base del vigente Statuto di Ateneo, sono posti sotto la sua diretta responsabilità sono quelli di L-ANT e di L-ART, ricadenti nell’Area 10 “Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche” della rideterminazione effettuata dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Le competenze e gli interessi del Dipartimento vanno, dunque, dalla archeologia preistorica e protostorica (L-ANT/01), etrusco-italica (L-ANT/06), classica (L-ANT/07) e medievale (L-ANT/08) alla storia greca (L-ANT/02) e romana (L-ANT/03), dalla numismatica (L-ANT/04) alla papirologia (L-ANT/05), dalla topografia antica (L-ANT/09) alle metodologie per la ricerca archeologica (L-ANT/10), per poi abbracciare la storia dell’arte medievale (L-ART/01), moderna (L-ART/02) e contemporanea (L-ART/03), la museologia e la critica artistica e del restauro (L-ART/04), sino alle discipline dello spettacolo (L-ART/05), a quelle del cinema, fotografia e televisione (L-ART/06), nonché della musicologia e storia della musica (L-ART/07) e dell’etnomusicologia (L-ART/08).
E tuttavia, in virtù della lunga tradizione di interdisciplinarità che ne ha segnato la storia (come già quella della Facoltà di Beni Culturali), al Dipartimento afferiscono non solo docenti e ricercatori dei suddetti settori scientifico-disciplinari, ma anche numerosi altri, incardinati nelle aree e nei settori più diversi: dalla filologia (L-FIL-LET/01, L-FIL-LET/04) alla letteratura italiana (L-FIL-LET/10), dal diritto costituzionale (IUS/08) alla storia moderna (M-STO/02), dalla geografia economico-politica (M-GGR/02) alla storia dell'architettura (ICAR/18), dalla antropologia fisica (BIO/08) alla chimica analitica e fisica (CHIM/01, CHIM/02) e alla fisica applicata ai beni culturali e ambientali (FIS/07).
In questo sforzo di coniugare il sapere umanistico con quello tecnico-scientifico risiede l’elemento di maggiore connotazione del Dipartimento, e, storicamente, la ragione stessa della sua costituzione. Da differenti prospettive disciplinari e con diversi approcci metodologici, i docenti e ricercatori del Dipartimento (una cinquantina, in totale) sono impegnati in attività di didattica, ricerca e cd. terza missione che interessano l’ampio settore dei beni culturali o, meglio, del patrimonio culturale (nozione, quest’ultima, oggi prevalente, ricomprendendo essa tanto i beni culturali quanto quelli paesaggistici). Nel fare ciò essi si giovano del supporto del personale tecnico-scientifico, amministrativo e bibliotecario, in servizio presso il Dipartimento (oltre una ventina di unità, in totale). E si giovano anche della presenza di una cospicua serie di attrezzati laboratori di ricerca, scientificamente all’avanguardia, che, talora, come ad esempio nel caso di quelli del settore di bioarcheologia o di fotogrammetria, costituiscono realtà davvero uniche nel panorama universitario italiano, e dunque un forte fattore di caratterizzazione del Dipartimento.
Al Dipartimento fanno riferimento Corsi di studio e Consigli Didattici attraverso i quali si espleta un’offerta formativa ampia e articolata. Ai Corsi di laurea triennali in Beni Culturali (classe L-1) e in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (classe L-3) si affiancano i Corsi di laurea magistrale in Archeologia (classe LM-2), Storia dell’Arte (classe LM-89), Diagnostica dei Beni Culturali (classe LM-11), Euromachs. European Heritage, Digital Media and the Information Society (classe LM-43). A ciascuno di questi Corsi corrisponde un Consiglio Didattico, tranne nel caso dei corsi in Diagnostica dei Beni Culturali ed Euromachs, riuniti in un unico Consiglio Didattico.
L’offerta formativa post-lauream che fa riferimento al Dipartimento prevede il percorso biennale della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici “Dinu Adamesteanu” e quello, triennale, del Dottorato di ricerca in Scienze del Patrimonio Culturale.
L’inserimento dei laureati e degli specializzati nel mondo del lavoro si realizza anche attraverso la creazione di spin-off universitari, dei quali alcuni tuttora in incubazione.
Le attività di ricerca e di cd. terza missione vedono il Dipartimento impegnato in una serie di iniziative e progetti di ambito regionale, nazionale, europeo ed extraeuropeo, che quasi sempre hanno una forte proiezione territoriale e, spesso, respiro internazionale. È questo, ad esempio, il caso delle attività di scavo archeologico condotte non solo in Puglia e in Italia, ma anche all’estero, a Malta (Tas-Silg), in Turchia (Hierapolis e Mersin-Yumuktepe), nella Repubblica Islamica dell’IRAN (Shar-i- Soktha), come già in Siria e Sudan.
Il Dipartimento ha la sua sede nel polo urbano dell’Ateneo, in via D. Birago 64 (nuovo edificio ed edificio ex INAPLI, quest’ultimo in attesa di ristrutturazione). Qui si svolge la maggior parte delle attività di docenza e di ricerca. Ulteriori spazi di pertinenza del Dipartimento sono ubicati presso il Monastero degli Olivetani (Sezione di Beni delle Arti e della Storia della Biblioteca Dipartimentale Aggregata di Beni Culturali), presso l’edificio ex Principe Umberto I (laboratori di ricerca), presso il complesso extraurbano di Ecotekne (laboratori di ricerca), presso il Convento dei Domenicani di Cavallino (uffici Museo Diffuso, depositi materiale archeologico, spazi spin-off).
Sono, inoltre, strutture dipartimentali:
- Il Museo Storico-Archeologico dell’Università (MUSA), ubicato nel polo urbano, presso il complesso Studium 2000.
- Il Museo Diffuso di Cavallino, ricadente nel territorio dei Comuni di Cavallino e Lizzanello, e con sede amministrativa presso il presso il Convento dei Domenicani di Cavallino.
È grazie a questo ampio quadro multidisciplinare di risorse umane e strumentali, e a quell’approccio dinamico e innovativo che, sotto il profilo metodologico e tecnologico, ha caratterizzato e caratterizza la sua attività, che il Dipartimento di Beni Culturali può oggi a buon diritto proporsi, non solo al territorio salentino e pugliese, ma su più ampia scala, nazionale e internazionale, come polo di riferimento nello strategico settore della conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale, quale centro di formazione (specialmente, di alta formazione), di ricerca, di consulenza, di servizio.

Gianluca Tagliamonte
 

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